Dallara Stradale. Recensione? Poesia su strada

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Cosa accade quando una delle eccellenze italiane impegnate da anni nello sviluppo di telai per il mondo delle corse, decide di sviluppare una vettura stradale? Beh, il risultato è sotto gli occhi di tutti: la Dallara Stradale.

Una breve introduzione, Giampaolo Dallara, l’Ingegnere per eccellenza è il papà della celebre Lamborghini Miura, ancora oggi considerata una tra le più belle auto al mondo. L’Ingegner Dallara, nonostante la sua età anagrafica sia di poco superiore agli 80 anni ha ancora la mentalità e la passione di un giovane esuberante con tanta voglia di fare. Adora essere circondato da giovani talenti e vede nelle nuove leve mosse dalla sua stessa passione, l’unico futuro possibile per continuare l’attività della sua fiorente azienda.

Nel cuore di Varano de’ Melegari ha dato vita a quello che è sempre stato il sogno di una vita: creare un’auto stradale. Arrivando da una conoscenza completa del mondo delle corse, l’azienda Dallara ha un bagaglio infinito di know-how tecnico per creare una vettura performante tra i cordoli.

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Tuttavia questo asset non è sufficiente per poter realizzare un’auto che sia incline alla strada e che soprattutto abbia un’omologazione valida nei vari paesi del mondo. Così, per rincorrere questo ennesimo sogno, l’Ingegner Dallara ed i “suoi ragazzi” (come chiama i suoi collaboratori) hanno voluto accettare questa ennesima sfida e, per gli Ottant’anni del fondatore, hanno presentato a Varano (ed al mondo) la nuova creatura.

La Dallara Stradale è un’auto 100% italiana e 100% omologata per l’uso stradale, anche se è orientata alla guida in pista. La riprova del suo DNA sportivo è il team di collaudatori chiamati a sviluppare questa vettura: niente meno che Loris Bicocchi e Mario Apicella; due nomi che parlano da soli. La Dallara ha avuto il pregio di reinventare l’automobile sportiva. Una Vasca in carbonio, affinata nella galleria del vento dell’azienda, che reincarna tutte le conoscenze tecniche acquisite negli anni: una linea pulita e semplice senza inutili fronzoli aerodinamici, in una configurazione a due posti.

Tutto, nella Dallara Stradale, ha una specifica funzione e nulla è lasciato al caso. La vettura pesa 850kg circa e con l’alettone sportivo genera fino a 820kg di downforce. Il powertrain è un 2.3 litri ecoboost (sviluppato partendo dal motore Ford) che spinge fino a 400 cv. Ci sono due tipi di sospensioni disponibili i, due tipi di cerchi tra cui scegliere. L’interno è votato alla sportività con i comandi al volante anche di fari, frecce e quant’altro, per lasciare il driver sempre concentrato sulla guida. I sedili sono parte del telaio e la macchina è senza portiere. In questa configurazione, simile ad una brachetta, si deve scavalcare per poter entrare, ma uno scalino ricavato nel sedile è il perfetto punto d’appoggio per entrare ed uscire. In più, dietro allo schienale è presente un vano per ospitare un casco integrale.

Già, la Dallara Stradale si guida con il casco perché nella configurazione base di “barchetta” non è presente un parabrezza. Tuttavia, si può aggiungere un vetro amovibile, dotato di tergicristallo, a cui a sua volta può essere fissato un “T-bone” sul tetto che può incernierare due portiere, per chiudere completamente la vettura. Certo, non potete portare il tetto con voi, quindi, prima di uscire, dovrete scegliere il giusto setup…

Ma ditemi un’altra auto “pronto pista” che offra queste opzioni. Esiste anche un pacchetto “track-focused” per i puristi, che prevede degli accorgimenti relativi all’assetto e la gigantesca ala di cui abbiamo parlato prima. Cambio disponibile: un 6 marce manuale o robotizzato con palette al volante. La produzione è limitata a 600 pezzi e i fortunati possessori possono scegliere tra varie personalizzazioni, tra cui la carrozzeria in carbonio a vista. Un gioiello da collezione. Tornando al powertrain Ford (chiamiamolo così, visto che condivide parecchio con questo motore), è un motore che si presta facilmente ad ospitare più potenza. Per chi non si vuole accontentare, anche lo scarico può essere “rivisto”. Certo, non da Dallara direttamente, ma da noi di Josefin Garage, che abbiamo già tanta esperienza sul 2.3 Ecoboost e sugli scarichi, siete i benvenuti!

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